Bacone: il potere della scienza

Bacone ritiene che lo scopo della scienza sia il dominio sulla natura al fine di assicurare all'uomo il miglioramento delle condizioni di vita, dato che sapere è potere. La scienza dei moderni è un sapere teso al "fare". In più, l'uomo dovrebbe affrancarsi dal principio d'autorità e la superstizione e i pregiudizi, i quali ostacolano la conoscenza, convinto che possediamo una parte critica (destruens) e una parte costruttiva (construens). Bacone concepisce la dottrina degli idoli, ovvero i pregiudizi gravi, dai quali ci si deve liberare:

  1. Idoli della tribù: derivano dal fatto che le persone interpretano le cose in base ai loro schemi mentali e/o bisogni. 
  2. Idoli della spelonca: derivano dal ereditarietà (famiglia), dalla educazione e dell'ambiente.
  3. Idoli della piazza (mercato): derivano dall'uso inappropriato e arbitrario delle parole.
  4. Idoli del teatro: derivano da diverse dottrine filosofiche.
Inoltre, ritiene che la scienza debba adottare un nuovo metodo induttivo diviso in:

1. osservazioni di fenomeni
2. raccolta dei dati delle tavole: 
    • tavola della presenza: si registrano i casi in cui si verifica il fenomeno
    • tavola dell' assenza: tutte le situazioni che non rivelano il fenomeno.
    • tavola delle comparazioni: variazione dell'intensità con cui si verifica il fenomeno.
3. prima ipotesi (vindemiatio prima)
4. prove di verifica e di esperimento cruciale (non abbandona le altre ipotesi)

Lui pensa che è necessario prendere come modello la società ideale della scienza e della tecnica descritta nella Nuova Atlantide. Essa è una società utopica in cui gli scienziati hanno il potere politico e promuovono il benessere dei cittadini. Lo scopo è di fare scoperte utili per l'umanità. Questo tipo di società è giusta e pacifica, perché grazie all' impegno della scienza e della tecnica hanno sconfitto la superstizione, l'ignoranza e la violenza.

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